Antonio Zappi, presidente dell’AIA, ha presentato questa novità come una legge storica. Infatti, la violenza sugli arbitri entra nel codice penale e viene equiparata alle lesioni su pubblico ufficiale.
Nel concreto, le lesioni ai direttori di gara, divengono reato: “Lesioni personali a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni, nonché agli arbitri e agli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive, a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria e a chiunque svolga attività ausiliarie a essa funzionali”.
Picchiare un arbitro equivale a ferire un poliziotto, con una pena che va dai 2 ai 5 anni di reclusione. Così si è espresso il presidente dell’AIA a riguardo: “Sto provando una grande gioia ed emozione per l’approvazione di questa legge storica. La tutela degli arbitri entra finalmente nel codice penale ed è il frutto di mesi di lavoro e di incontri con i quali abbiamo portato all’attenzione politica e mediatica questa emergenza sociale.
Ringrazio ovviamente il ministro Abodi, il Governo ma anche tutti coloro che, da tutti gli schieramenti, hanno sostenuto questa grande battaglia di civiltà. Insieme alle misure repressive la violenza dovrà tuttavia essere ancora combattuta anche con misure culturali e progetti formativi che, unitamente a tutte le componenti federali che hanno a cuore la tutela dei nostri ragazzi e anche con il nuovo Osservatorio antiviolenza della FIGC, l’AIA sicuramente metterà in campo”.
FOTO: AIA FIGC
