Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali. Dopo le gare già finite al centro degli accertamenti, i magistrati hanno inserito nel fascicolo anche Torino-Inter.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Procura ipotizza che Gianluca Rocchi abbia designato Maurizio Mariani «soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra», ritenendolo un arbitro inizialmente non gradito al club. L’ipotesi investigativa è quella di concorso in frode sportiva con esponenti dell’Inter, che avrebbero agito sfruttando presunti rapporti preferenziali con Gabriele Gravina.
Allo stato attuale, però, né Gravina né dirigenti dell’Inter risultano indagati.
Nei giorni scorsi Rocchi è stato interrogato dai magistrati e, secondo quanto ricostruito, avrebbe spiegato di aver difeso la scelta di designare Mariani dopo che un dirigente dell’AIA gli aveva riferito i malumori provenienti dall’ambiente nerazzurro.
Sempre secondo il Corriere della Sera, nel nuovo atto d’accusa è invece scomparso il filone relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, inizialmente contestato come ipotesi di reato ma non più presente nelle più recenti contestazioni mosse dalla Procura.
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