Ciao, cosa stai cercando?

Vicario e il sogno di vincere con la Juventus
Vicario e il sogno di vincere con la Juventus

Calcio

Juventus, Vicario incantato dai bianconeri: “Vincere qui sarebbe la gratificazione massima”

Le parole di Vicario sulla Juventus e le sue leggende

Guglielmo Vicario è arrivato alla Juventus da poche settimane, ma il portiere classe 1996 sembra aver già trovato la sua dimensione in bianconero. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’estremo difensore ha raccontato il suo legame con il club e le sensazioni vissute dopo il trasferimento dalla Premier League.

“Firmare in bianco per restare a vita? Se dipendesse da me, sceglierei già ora di fermarmi qui per tanti anni. Sono nella squadra dei miei sogni. Adesso però penso soltanto ad aiutare il club, i compagni e il tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve parla chiaro: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere”.

La passione per la Juventus nasce quando era bambino, anche grazie alla famiglia. “I ritagli della Gazzetta li attaccavano i miei genitori. La maglia di Buffon autografata è invece un regalo di compleanno di mio cugino, juventino come mio papà. Sono stati loro a trasmettermi la passione per la Juve. La divisa di Gigi ha vegliato su di me per tanti anni e ha portato bene”.

Poi il sogno si è trasformato in realtà con l’arrivo a Torino e l’esordio con la maglia bianconera. “Dire che ho vissuto tutto con normalità sarebbe ipocrita. Vestire la maglia della Juventus è un privilegio e un onore enorme, sono emozioni indescrivibili. Orgoglio e tensione positiva sì, paura no, perché è un sentimento che nel calcio non si deve provare. È un sogno”.

Vicario ha anche raccontato il rapporto con due grandi portieri della storia juventina, Gianluigi Buffon e Dino Zoff. Con il primo si è sentito dopo la firma: “Quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. I paragoni con Buffon sono impossibili: parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre per tecnica, carisma e continuità. Io devo costruirmi la mia strada”.

Su Zoff, invece: “È una leggenda, è sempre gentile con me. Ha detto che il problema sono i portieri che parlano troppo? Penso che i momenti vadano selezionati: non bisogna essere né troppo teatrali né troppo pacati”.

Entrando nel mondo Juventus, il portiere ha percepito immediatamente il peso della storia del club: “Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei e mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia. La Juve è mondiale, seguita da milioni di tifosi. Me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici”.

Il suo trasferimento in bianconero è arrivato dopo che la Juventus aveva valutato anche altri portieri, tra cui Alisson e Martinez. Vicario, però, non si è mai sentito una seconda scelta: “Ho sempre sperato di arrivare alla Juventus, ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l’ho raggiunto. Tutti gli altri discorsi sono chiacchiere: conta il presente, non il passato”.

Vicario ritrova inoltre Luciano Spalletti, che lo aveva fatto debuttare in Nazionale: “Lo conosco bene, è chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e mi ha detto di buttarmi a capofitto”.

Il portiere ha poi ripercorso le prime partite in bianconero e il debutto contro il Frosinone: “Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. Le parate importanti sono belle perché danno risalto, ma il campionato è lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto c’era tutta la benzina che avevo speso in quella gara, pochi giorni dopo l’arrivo alla Juve e dopo un’estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero più abituato dopo tre anni inglesi”.

La scelta di lasciare la Premier League per tornare in Serie A, dunque, è stata dettata anche dalle ambizioni. “La Juve vale più della Premier. Vincere con questa maglia sarebbe la gratificazione massima e varrebbe più di qualsiasi altra cosa”.

Sul mancato arrivo di Kessié, che ha scelto l’Atalanta preferendo i nerazzurri alla Juventus, Vicario ha preferito non entrare nel merito: “Faccio il giocatore, non il direttore sportivo”.

All’orizzonte c’è anche la sfida contro il Milan. “È una big e ha grandi giocatori, ma noi siamo la Juventus e dobbiamo rispondere a tono. Modric, Maignan… Sono tutti top, ma io non voglio rubare nulla a nessuno”.

Spazio anche ai compagni arrivati dalla sua precedente esperienza al Tottenham. Su Kolo Muani ha spiegato: “Lo vedo molto inserito nella Juve, felice e con una faccia diversa da quella che aveva a Londra. È voglioso e determinato. I gol, come qualsiasi attaccante, se li aspetta anche lui e non ho dubbi che ne farà tanti”. Su Sarr, invece: “Ha un bel motore, da Premier. Ci darà una mano a spaccare le partite”.

Vicario ha parlato anche di Nick Woltemade, già affrontato con il Newcastle: “Ci auguriamo che possa avere un grande impatto. Le sue doti fisiche sono sotto gli occhi di tutti, ma Nick è anche molto tecnico, bravo di testa e a legare la squadra. Lo abbiamo appena conosciuto, è un ragazzo per bene”.

Tra gli obiettivi della stagione c’è anche l’Europa League, competizione già vinta da Vicario con il Tottenham nel 2025: “Il segreto è prenderla con serietà. La Juventus deve competere sempre per vincere, su tutti i fronti. All’inizio l’Europa League sembra un fastidio, poi quando vai avanti tutti si interessano. Fin dalla prima giornata bisogna scendere in campo convinti di poter arrivare fino in fondo. A maggio cambia la percezione della gente, ma il lavoro inizia ora. Il nostro gruppo è consapevole dell’importanza della Coppa e ci sono altri giocatori che l’hanno vinta, come Koop, Sarr e Douglas. È un obiettivo molto importante per noi”.

Infine, Vicario ha parlato della concorrenza con Kamil Grabara e della Nazionale. “Tra portieri ci conosciamo più o meno tutti, mi ricordo una sua grande stagione in Champions col Copenhagen. È forte e di qualità. Tra noi c’è una competizione sana, come è giusto che sia”.

E sull’Italia: “Fortunatamente ho fatto parte del gruppo azzurro per quattro anni. La Nazionale è un obiettivo di tutti i giocatori. Ora aspettiamo la Nations League”.

FOTO: calciomercato.com

Ti potrebbero interessare

Pallavolo

Chiamatela “l’intellettuale della squadra”. Ci scherza su Raphaela Folie, 30 anni, di cui 5 passati all’Imoco; professione centrale, un muro che non perdona e...

Basket

Mancano ancora due settimane abbondanti all’inizio della Nba ma in nottata è cominciata la pre-season, quindi le amichevoli pre-campionato, ed è già ora di...

Calcio

Ok, chi vince la Nations League? Sono rimaste quattro squadre e si giocherà in Italia: noi siamo padroni di casa, poi Spagna, Francia e...

Calcio

Anche il resto del menu della serata di Champions League è succulento. Andiamo a vedere due delle partite più interessanti tra le altre sei...

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.