L’ultima volta, durante l’ultima sosta di campionato, il Milan era dato favorito antepost per lo scudetto, ma di poco. Per tutto l’anno in realtà non è stato così, fin dall’estate, quando in pole position c’erano l’Inter e poi la Juventus, che aveva ancora Cristiano Ronaldo in rosa.
Pochissimi avrebbero dato credito ai rossoneri, che comunque hanno cominciato alla grande la stagione, con 10 vittorie e 2 pareggi, prima di arrendersi la prima volta alla Fiorentina, un 4-3 seguito da un pessimo 1-3 in casa col Sassuolo.
C’era ancora il Napoli in vetta alla classifica, una sorta di outsider-non outsider, perché comunque con Spalletti gli azzurri erano una squadra solida, con una rosa eccellente, non inferiore a quella dell’Inter, che comunque rimaneva la favorita. Quindi Milan in vetta, ma per poco, specie dopo la sconfitta interna proprio col Napoli poco prima di Natale.
E con l’anno nuovo, la svolta. Il derby di ritorno, quella partita ribaltata in tre minuti da Giroud, l’Inter forse già sicura di vincere, l’ennesima dimostrazione di come i rossoneri siano stati sottovalutati praticamente sempre, fin quasi al termine della stagione.
Uno scudetto che ricorda molto quello del 1999, quando il Milan rimontò e sconfisse la favorita Lazio sul filo di lana. Allora però c’erano tanti campioni in rosa, compreso Paolo Maldini, attuale dirigente rossonero, trait-d’union tra le varie generazioni di milanisti.
Questa squadra, però, ha dimostrato una compattezza che nessun’altra ha avuto, specie in difesa, con il trio Maignan-Tomori-Kalulu creatosi cammin facendo (specie Kalulu, entrato quando Kjaer si è fatto male al ginocchio) e rivelatosi un vero e proprio muro.
Insomma, meritato e inaspettato. Ma forse questo potrebbe essere un punto di partenza, chissà, per altri successi di una squadra che, ricordiamolo, è giovanissima.
