Lo scorso anno il torneo di Pechino, per ammissione dello stesso Sinner, aveva rappresentato una svolta. La vittoria, fra l’altro netta, in finale contro Medvedev cambiò qualcosa nella testa di Jannik, che sin lì non era mai riuscito a battere il russo e invece da quel momento in poi (fatta eccezione per la sfortunata parentesi di Wimbledon) non ha lasciato che le briciole a Daniil.
Oggi il fuoriclasse altoatesino si è ripresentato a Pechino, questa volta da numero 1 del mondo e con 2 Slam – non proprio roba di poco conto – in bacheca. Un esordio complicato per Sinner, sia per le alte aspettative e sia per l’avversario di turno: il cileno Jarry, tennista solido e arcigno sia da un punto di vista tecnico che caratteriale.
Dopo un primo set non proprio eccellente, perso col punteggio di 6-4, Jannik ha rialzato la testa riuscendo a vincere in rimonta. Un’affermazione importante, che assume un valore ancora più grande per il tennista italiano perché arrivata a pochi giorni dalla scomparsa dell’amata zia: per lei, tutta per lei, l’emozione e la dedica di Jannik a fine partita.
FOTO: Profilo X “Jannik Sinner”
