Il vertice di Lissone tra i vertici dell’AIA e le componenti del calcio italiano ha tracciato un primo bilancio della stagione 2026/27, confermando una gestione sempre più orientata alla centralità dell’arbitro in campo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il responsabile dell’area tecnica Domenico Messina e il designatore Daniele Orsato hanno ribadito una soglia di intervento molto alta per la tecnologia: il VAR deve entrare in gioco soltanto davanti a errori evidenti e non sostituirsi al direttore di gara.
Le nuove direttive IFAB sul tempo effettivo e sul contrasto alle perdite di tempo stanno incontrando consensi tra tecnici e addetti ai lavori. Molto più evidente, invece, è il cambiamento nell’utilizzo del VAR. Nelle prime cinque giornate del campionato 2026/27 è stata effettuata una sola On Field Review, quella di Rapuano del 12 settembre. Nelle stagioni precedenti, nello stesso periodo, la media era di circa cinque controlli al monitor per giornata.
La riduzione degli interventi riguarda anche i rigori. Nelle prime tre giornate delle ultime due stagioni erano stati concessi 15 penalty, mentre nel campionato attuale il dato si ferma a cinque. Una tendenza che ha riaperto il dibattito sulla uniformità delle decisioni e sul rischio che la ricerca di maggiore fluidità possa lasciare senza correzione anche alcuni errori considerati evidenti.
Tra gli episodi discussi c’è Bologna-Venezia, con il contatto tra Heggem e Oristanio: il difensore ostacola il piede dell’attaccante, ma il VAR Santoro non richiama l’arbitro al monitor. Diverso il metro adottato in Venezia-Lazio, dove Sozza assegna un rigore per un incrocio di gambe tra Yeboah e Taylor, ritenuto di entità più lieve.
Coerenti, invece, le valutazioni sui tocchi di braccio di Vlasic in Torino-Milan e Lucchesi in Torino-Monza, entrambi non puniti. In Inter-Napoli, il mancato intervento sul tocco di mano di Lobotka è stato ricondotto alla mancanza di immagini completamente decisive per stabilire la traiettoria del pallone.
Restano poi alcuni episodi sfuggiti sia alla valutazione in campo sia a quella della sala VAR. Tra questi la doppia sbracciata di Jimenez su Bracaglia in Fiorentina-Frosinone, il colpo di Gagliardini ai danni di N’Dri in Cagliari-Lecce e la trattenuta prolungata di Kalulu sulla maglia di Rowe, non sanzionata dall’arbitro Zufferli né successivamente dalla sala di Lissone.
FOTO: Virgilio Sport
