Dan Ndoye, autore del gol decisivo nella finale di Coppa Italia contro il Milan, ha condiviso le sue emozioni in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Ha descritto la vittoria come un momento di profonda commozione: “Ho pianto. E anche tanto. A fine gara sono andato con tutti sotto la nostra curva e ho guardato negli occhi la gioia, la passione, le lacrime della nostra gente felice. E sì, ho pianto”.
Riguardo al gol, Ndoye ha spiegato che ha rivisto: “nella mia testa sì, cento volte, l’assist me l’ha fatto Theo, ho solo voluto attendere, non tirare subito. Ho visto Tomori e Gabbia, ho fatto un passo e… bum”.
Ndoye ha anche elogiato l’unità del gruppo: “Perché siamo una squadra-famiglia. Ma davvero. Un gruppo unitissimo. Il motto ‘We are one’ è reale qui. Siamo uniti anche quando ci sono momenti di sofferenza, si aiutiamo e non è un modo di dire ma di fare, facciamo un calcio che ci diverte fare. Contro il Milan? La partita perfetta”.
Infine, ha dedicato la vittoria alla città e ai tifosi: “La vittoria va alla città, ai tifosi, mai vista una cosa così. Il gol alla mia famiglia che era a Roma: a papà Sallon, mamma Virginie, mio fratello Issa e mia sorella Eva”.
La prestazione di Ndoye ha contribuito a interrompere un digiuno di 51 anni per il Bologna, che non vinceva la Coppa Italia dal 1974.
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