Dopo la vittoria contro la Cremonese, il Cagliari si avvicina alla salvezza e guarda anche al futuro. Il presidente Tommaso Giulini, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, ha toccato diversi temi, tra cui mercato e prospettive del club.
Tra i passaggi più interessanti, il retroscena legato a Francesco Pio Esposito, oggi all’Inter:
“Pio stavo per prenderlo. È il mio rimpianto, un rammarico. Due estati fa il ds Bonato e il tecnico Nicola mi dissero: ‘Prima la certezza’. Era Piccoli. ‘Poi la scommessa’. Li volevo tutti e due ma, dopo Piccoli, Pio si era già accasato a Spezia. Seba tecnicamente è divino, sta trovando continuità nei gol. Non vale meno di Piccoli, potrebbe restare. Il modo in cui ha esultato dopo il gol alla Cremonese andando ad abbracciare l’allenatore. Pisacane dimostra che è un leader“.
Spazio anche al futuro di Elia Caprile, tra i protagonisti della stagione:
“Vale tanto. Farà una grande carriera. Non è scontato che vada via. Come Esposito”.
Giulini ha poi elogiato uno dei giovani più interessanti della rosa, Marco Palestra:
“Un motivo di grande orgoglio. Sta dimostrando di poter fare una carriera simile a quella di Barella. Non è scontato quando sei in prestito secco non tirare indietro la gamba”.
Sul fronte societario, il presidente ha confermato l’ingresso di nuovi soci:
“Verrà con me Edoardo Bulgheroni, famiglia di cultura sportiva che ha guidato la Varese del basket. L’importante è andare d’accordo, avere il rispetto delle parti, rinforzare il club. Abbiamo in mano il progetto per il nuovo stadio che richiederà competenze e soldi, e le competenze vengono prima. Loro hanno la capacità di accompagnarci in questo percorso, era importante per me avere accanto persone in gamba e con risorse economiche”.
Un passaggio anche sulla scelta tecnica e sulla continuità del progetto:
“I due aspetti principali sono i suoi valori umani che conosco profondamente da oltre 10 anni e poi i valori sul campo, il sacrificio, la cattiveria, l’abnegazione, le letture tattiche, doti che spero di vedere a San Siro. Una volta conquistata la salvezza, con questo progetto, sarebbe la cosa più sbagliata cambiare”.
Infine, un commento sul tema FIGC e sulla possibile candidatura di Giovanni Malagò:
“L’unico che ha convinto Gigi Riva, insieme a me, a tornare allo stadio nel 2017 per consegnargli il Collare d’Oro. È un grande dirigente sportivo, ha permesso a tanti sport di emergere, le ultime Olimpiadi sono tanto merito suo, è sempre stato vicino al calcio. C’è bisogno di leadership e credibilità, spero che anche le altre componenti vadano su di lui. Dalle altre componenti ci si aspetta anche senso di responsabilità. Accanto a Malagò vedrei bene Paolo Maldini. Lo stimo molto come dirigente. Potrebbe essere una figura credibile e con leadership, il calcio ha bisogno di figure sane, non di ragionamenti clientelari e amicizie”.
FOTO: FORBES Italia
