Dopo aver lasciato il Napoli al termine di una stagione complicata, Antonio Conte ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, analizzando il Mondiale, l’evoluzione tattica del calcio e alcuni dei principali protagonisti della competizione.
L’ex tecnico azzurro si è soffermato sulla sfida tra Argentina e Inghilterra, sottolineando la forza e le caratteristiche delle due nazionali:
“Davvero incerta, quindi il pronostico è diviso a metà. L’Inghilterra è molto forte, ha trovato in Anderson un grande equilibratore. E quando vuole diventare più offensivo, Tuchel arretra Bellingham e inserisce Eze o Rogers sulla trequarti. L’Argentina è una squadra tosta, quella con il cuore più grande tra le nazionali del Mondiale. E il gruppo di Scaloni è consolidato: il c.t. ha puntato sui fedelissimi di Messi, che mettono la maglia e l’amore per Leo davanti alle ambizioni personali. Una squadra dallo spessore umano notevole. Si è creata una sinergia impressionante. E poi quanta garra…”.
Conte ha poi elogiato Lionel Messi, ancora decisivo nonostante i 39 anni:
“Messi è andato oltre le aspettative, ancora una volta. Si è presentato in una condizione incredibile che dimostra la professionalità e la voglia: a 39 anni è ancora determinante. Leo ha la capacità intellettiva di trovarsi sempre nella posizione giusta perché comprende prima cosa succede”.
Parole importanti anche per Harry Kane, considerato molto più di un semplice centravanti:
“Harry Kane è un grande nove, ma è anche quasi un dieci: capisce i movimenti, sa quando abbassarsi e fare il regista. Giocatore eccezionale, di grande qualità tecnica. Era ingiusto che non avesse vinto nulla, nel Bayern si sta prendendo le soddisfazioni che merita. E chissà che non ci riesca anche in nazionale. Kane è un leader a modo suo, magari non a parole, ma dentro il gioco. I compagni lo cercano perché si fidano e lui non li delude mai”.
L’ex allenatore dell’Inter ha quindi analizzato la crescita di Lautaro Martínez, sottolineandone il peso all’interno della squadra:
“Cosa mi stupisce di Lautaro? La sua crescita continua. E poi la personalità e il carisma. C’è un’Inter con Lautaro e un’Inter senza: la sua presenza sposta tanto. L’azione di Lautaro nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso la palla, ha lasciato a Enzo Fernández il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto. Non ti aspetti da un nove una giocata del genere”.
Conte ha elogiato anche la capacità di Lautaro e Julián Álvarez di mettere le esigenze della nazionale davanti alle ambizioni personali:
“Hanno capito di poter essere importanti anche solo per pochi minuti. Hanno accettato la situazione mettendo il loro ego dietro alle esigenze della squadra: bravissimi loro due e Scaloni a convincerli”.
L’allenatore ha poi allargato il discorso all’evoluzione del calcio mondiale, evidenziando la crescita tattica di tutte le nazionali:
“Il calcio è globalizzato. Oggi non ci sono squadre impreparate tatticamente. Tutti hanno un’organizzazione difensiva di buon livello. In passato, ad esempio, le nazionali africane avevano giocatori di talento, ma dietro ti concedevano parecchio a causa di grandi errori e mancanza di equilibrio. Adesso è difficile giocare contro ogni squadra perché non ci sono spazi”.
Tra gli aspetti maggiormente emersi durante il Mondiale c’è stato l’utilizzo del blocco basso, una soluzione che non ha sorpreso Conte:
“Sono contento di averla vista perché ogni squadra, per esprimersi al massimo, deve aver chiaro il proprio potenziale e capire come farlo emergere. Il miglioramento tattico generale è notevole. E sia chiaro che il blocco basso lo fanno tutti, mica solo le formazioni meno forti. Se vuoi vincere, il blocco basso devi saperlo fare: non c’è proprio discussione”.
Come esempio, Conte ha citato la prestazione della Norvegia contro l’Inghilterra:
“Per mezz’ora ha lasciato la palla agli avversari, perfino Haaland diceva ai compagni di stare bassi e di aspettare. Il portatore inglese non veniva mai pressato, il loro scopo era la copertura degli spazi e delle linee di passaggio. Poi hanno cambiato e avrebbero potuto vincere. L’Inghilterra è stata sorpresa e dopo il primo gol ha rischiato il raddoppio: se Sørloth passa a Haaland, finisce male”.
Per superare una difesa schierata, secondo Conte, sono necessarie diverse soluzioni:
“Con i cambi di gioco, cercando il lato debole per fare l’uno contro uno. Con i tiri dai venti o venticinque metri. Con gli inserimenti senza palla. Se non trovi queste soluzioni diventi piatto e prevedibile”.
Il tecnico ha poi spiegato come il calcio moderno abbia superato la tradizionale divisione tra difesa a tre e difesa a quattro:
“Non ha più senso parlare di moduli. Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Quando attacchi puoi giocare 3-2-5, 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”.
Secondo Conte, una squadra vincente deve riuscire a essere completa in entrambe le fasi:
“Vince chi è completo, chi attacca con coraggio e difende con intelligenza. La partita la devi comandare, ma in entrambe le fasi”.
Tra i giocatori meno conosciuti che lo hanno maggiormente impressionato durante il Mondiale, Conte ha indicato Hassan dell’Egitto, Bouaddi del Marocco e Oulai della Costa d’Avorio.
Infine, l’ex commissario tecnico ha commentato brevemente la situazione della Nazionale italiana:
“Ne sono state dette troppe. È l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta un’impresa al contrario”.
FOTO: Eurosport
