Cristiano Ronaldo non era chiamato a rispondere a Lionel Messi con una tripletta. Sarebbe stato chiedere l’impossibile, o quasi. Eppure, dopo la grande prestazione del numero 10 argentino, dal capitano del Portogallo ci si aspettava qualcosa in più. Probabilmente lo stesso Cristiano immaginava un esordio diverso contro la Repubblica Democratica del Congo.
La sua partita, invece, racconta tutt’altro. In oltre 100 minuti di gioco ha toccato appena 25 palloni, con soli cinque tocchi nell’area avversaria. Ha concluso tre volte senza mai centrare lo specchio della porta, ha fallito due nitide occasioni da gol, non ha tentato nemmeno un dribbling e non ha subito un solo fallo. Numeri che fotografano una prestazione ben al di sotto delle aspettative.
Naturalmente le responsabilità non sono soltanto sue. La Repubblica Democratica del Congo ha disputato una gara ordinata, difendendosi con grande attenzione e sfruttando al meglio le proprie caratteristiche offensive, approfittando anche delle assenze in difesa del Portogallo di Rúben Dias e Gonçalo Inácio.
Anche la squadra allenata da Roberto Martínez, però, ha deluso nel complesso. I lusitani hanno concluso appena sette volte verso la porta avversaria, centrando lo specchio in una sola occasione. Si tratta del dato peggiore fatto registrare dal Portogallo in una partita dei Mondiali dal 1966.
Il dato che fa maggiormente riflettere riguarda però Cristiano Ronaldo. Il capitano portoghese non segna infatti in una grande competizione internazionale – tra Mondiali ed Europei – da dieci partite consecutive. In questo periodo ha tentato 33 conclusioni, di cui soltanto 11 nello specchio della porta, senza trovare nemmeno una rete.
L’ultimo Mondiale, quello del Coppa del Mondo FIFA 2022, aveva già mostrato segnali simili. Ronaldo realizzò un solo gol, su calcio di rigore contro il Ghana, mentre il volto offensivo del Portogallo diventò Gonçalo Ramos, oggi relegato in panchina.
Sarebbe però ingeneroso dimenticare quanto Cristiano abbia ancora inciso negli ultimi anni. Le sue prestazioni in UEFA Nations League e nella prima parte delle qualificazioni mondiali sono state di altissimo livello, dimostrando come il suo istinto realizzativo sia ancora presente.
La domanda, però, oggi appare inevitabile: nelle partite di massimo livello Cristiano Ronaldo rappresenta ancora un valore aggiunto oppure il Portogallo rischia di dipendere troppo da un campione che, inevitabilmente, non è più quello di qualche anno fa?
Le prossime gare del Mondiale offriranno una risposta. Potrebbero essere anche le ultime apparizioni internazionali della carriera di CR7 e, proprio per questo, ogni partita contribuirà a definire l’ultimo capitolo di una delle storie più straordinarie che il calcio abbia mai raccontato.
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