Queste le parole nella conferenza di presentazione del nuovo commissario tecnico dell’Italia: “La Nazionale di cosa ha bisogno? Di entusiasmo, di compattarci e di restare uniti nei momenti di difficoltà. Il mio obiettivo è quello di portare gioia, di creare una famiglia. Poi i moduli, la tattica vengono dopo. Ora dobbiamo riportare quella mentalità che ci ha contraddistinto negli anni.
Penso che abbiamo una squadra forte. Una squadra, non singoli. Sono convinto che il gruppo abbia valori che possano raggiungere l’obiettivo. Quando mi hanno chiamato non ho esitato un istante. C’è da lavorare ma abbiamo le doti per raggiungere l’obiettivo.
Il dato del 68% di stranieri nel nostro campionato è significativo. Abbiamo ottimi risultati con le giovanili, poi si perdono. Dobbiamo dare più opportunità di crescita, credo sia questo il cambiamento. Stare due volte fuori dal Mondiale non è semplice: per questo dobbiamo ritrovare entusiasmo. La paura non deve esistere.
Serve un Gattuso alla Nazionale? Tutti pensano a un Gattuso con cuore e grinta. Io credo che le mie squadre abbiano giocato bene, ho cambiato molto visione. Io penso che un Gattuso in campo oggi non faccia bene a livello tattico. Ci vogliono cuore e grinta, mi piace parlare di calcio e ho ben chiare le mie idee. Il gioco è cambiato e bisogna saper entrare nelle teste dei giocatori. Gli esempi che ho avuto in passato sono difficili da riprendere perché oggi sono molto più professionisti, ma fanno più fatica a fare gruppo. A livello professionale vi posso assicurare che sono molto più preparati.
Con il Napoli e il Milan ho perso la Champions per un punto. Con lo Spalato ci siamo giocati il campionato all’ultima giornata con una squadra piena di giovani, con la Dinamo che ha vinto per 20 anni e ha venduto giocatori a 20 milioni. Solo una squadra vince nelle competizioni, ma bisogna vedere il lavoro delle altre, se la squadra è cresciuta. Credo di aver fatto qualcosa di buono negli anni”.
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