La nuova Italia di Roberto Mancini sta prendendo forma anche attraverso una scelta precisa: puntare su una rosa più giovane. Contro la Francia, gli Azzurri sono scesi in campo con un undici titolare dall’età media di 25 anni e 22 giorni, affrontando una sfida di alto livello con personalità e coraggio.
Il dato evidenzia il cambiamento rispetto al passato. La formazione schierata contro la Bosnia nella gara decisiva per la qualificazione al Mondiale aveva infatti un’età media di 27 anni, 8 mesi e 19 giorni, quasi tre anni in più rispetto all’attuale undici.
Mancini ha deciso di accelerare il ricambio generazionale, affidandosi a diversi giovani come Michael Kayode, Giorgio Scalvini e Pio Esposito. Particolarmente significativa la scelta di Kayode, schierato in una partita delicata al posto di un giocatore più esperto come Giovanni Di Lorenzo.
Attorno ai giovani, il CT può contare comunque su alcuni punti fermi. Donnarumma, Bastoni e Tonali rappresentano la base dell’Italia che verrà, mentre Pio Esposito si è già ritagliato un ruolo importante nel nuovo progetto.
L’obiettivo è costruire una Nazionale più giovane, ma soprattutto capace di giocare senza timori reverenziali. Un concetto che Mancini aveva già espresso alla vigilia della sfida contro la Francia: «Si va a Parigi per divertirci e provare a vincere».
La prestazione degli Azzurri ha confermato la direzione intrapresa: una squadra più verde, ma anche più coraggiosa e spavalda.
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