Come riporta Calcio e Finanza la qualificazione ai Mondiali 2026 rappresenta per l’Italia molto più di un traguardo sportivo: è un obiettivo con un peso economico rilevante, sia per la FIGC sia per l’intero sistema Paese.
Dal punto di vista strettamente sportivo, la partecipazione garantisce un incasso minimo significativo. La FIFA prevede infatti un contributo fisso per tutte le nazionali qualificate, pari a circa 10,5 milioni di dollari, tra bonus di preparazione e premio di partecipazione. A questi si aggiungono ulteriori ricavi indiretti, che portano il valore complessivo per la federazione intorno ai 20 milioni di dollari, anche senza considerare eventuali avanzamenti nel torneo
Ma il vero impatto va oltre i premi ufficiali. La qualificazione ai Mondiali genera infatti un effetto positivo su sponsorizzazioni, diritti televisivi e visibilità internazionale, con ricadute economiche che coinvolgono l’intero movimento calcistico e, in parte, anche l’economia nazionale
A livello globale, il Mondiale 2026 si inserisce in un contesto di crescita dei ricavi: il montepremi complessivo ha raggiunto cifre record, con centinaia di milioni distribuiti alle federazioni partecipanti e premi che aumentano in base ai risultati ottenuti durante la competizione
Per questo motivo, centrare la qualificazione non significa soltanto tornare sul palcoscenico più importante del calcio mondiale, ma anche assicurarsi risorse economiche fondamentali per il futuro del sistema calcistico italiano.
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