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Fabiani fa chiarezza sulla situazione della Lazio
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Lazio, Fabiani chiarisce: “Ecco tutta la verità sul blocco del mercato”

Lazio, Fabiani fa chiarezza sul blocco mercato e sulle richieste di Sarri

Intervenuto ai microfoni di laziosiamonoi il DS Angelo Fabiani ha fatto chiarezza sulla vicenda che ha colpito la Lazio, riguardante l’impossibilità di spendere sul mercato.

Queste le sue dichiarazioni: “L’indice di liquidità, l’indebitamento, tutte queste norme andrebbero innanzitutto capite nella loro interezza, nei loro vincoli. Ma questo non significa che la società non può ottemperare agli impegni presi con calciatori e dipendenti. Noi abbiamo già pagato tutti gli stipendi come da scadenza federale. L’indice di liquidità è scattato per un investimento fatto dalla società per migliorare la struttura, per la nuova costruzione del centro sportivo per i ragazzi e per tutto il settore giovanile. Una svista che ci può stare. Non ha nulla a che vedere con gli investimenti fatti con i calciatori.

Del resto, quando si parlò la prima volta con Sarri, ci aveva dato la sua disponibilità fin da subito perché alcuni giocatori come Mandas, ad esempio, insieme a Provedel, sono di gradimento dell’allenatore; Gila anche lo ha svezzato lui: quando è arrivato non poteva fare il titolare, ora grazie alla bravura di Sarri ha delle richieste importanti a cui la società ha detto no; lo stesso Romagnoli che è un giocatore funzionale a Sarri e lo vuole fortemente; Patric lo conosce bene; con Hysaj ha giocato tanto; e poi tutti gli altri come Marusic, Lazzari, Pellegrini, Vecino, Rovella, Guendouzi, Castellanos, Zaccagni e Pedro. Questi sono tutti giocatori che lui conosce benissimo, non si trova di fronte a una squadra nuova di cui non sa nulla. Io sono una persona seria, corretta e coerente: ho sempre detto che la Lazio non avrebbe mai ceduto i sui pezzi migliori, soprattutto in Italia e in quelle squadre che possono “competere alla pari” per qualcosa di importante. E questo è quello che sta accadendo.

Il blocco del mercato per quanto mi riguarda è una norma abolita. Al 26 maggio io non sapevo di questo vincolo e di questa situazione, per cui ho parlato liberamente con Sarri. Mai mi sarei sognato, né io e né Lotito, di prenderlo in giro. A tutto si può rimproverare al presidente meno che di dire una cosa per un’altra. Per la famosa ‘lettera’ che ci è arrivata, qualche giorno è passato dall’ultima partita contro il Lecce, soprattutto dopo aver parlato con i commercialisti. I ragionamenti fatti con Sarri erano sul fare qualche uscita e qualche entrata, ovvero di togliere gli esuberi, che non rientrano nel progetto tecnico della società. Lui non ha mai detto di mandare via Tavares, Castellanos, Rovella, ecc. L’idea era di completare e potenziare una squadra che, a detta non di Fabiani ma degli addetti ai lavori, lo scorso anno per gran parte del campionato ha divertito e stupito.

Vorrei ricordare a me stesso che Milinkovic il primo anno non era lo stesso del secondo, terzo o quarto. Tutti i giocatori hanno bisogno di un periodo di adattamento. Poi è chiaro che la filosofia del gioco di Sarri è diversa da tante altre. E in più quest’anno diversi calciatori avrebbero meritato soventemente di scendere in campo per meritocrazia, ma avevamo Marco Baroni, a cui vanno i nostri ringraziamenti per il lavoro svolto, che evidentemente aveva una filosofia diversa. Ora Sarri può partire in ritiro con una squadra che non è stata toccata, può valutare nel complesso tutti, può vederla all’opera nelle partite che contano. Poi se a gennaio c’è da fare due, tre, quattro innesti sulla scorta delle indicazioni dell’allenatore, la società li farà per dare continuità al programma triennale di cui ho sempre parlato, da un anno a questa parte. Io confido molto nell’intelligenza del popolo laziale che sa come stanno le cose. Nella vita gli intoppi ci sono e ci saranno sempre, l’importante è lavorare con coscienza. Il passaggio del sottoscritto che oggi sta ancora qui a lavorare e che per il calcio ha perso due famiglie, sta a sottolineare la serietà che uno si assume. Molte stupidaggini e inesattezze sono state dette e scritte. Vogliamo chiamarle cattiverie gratuite? È un problema loro, ciò che fai poi raccogli”.

FOTO: Tuttosport

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