Jair da Costa, leggendaria ala destra della “Grande Inter” di Helenio Herrera, è scomparso il 26 aprile 2025 a Osasco, in Brasile, all’età di 84 anni. Nato a Santo André il 9 luglio 1940, Jair è stato uno dei protagonisti assoluti dell’epoca d’oro dell’Inter negli anni ’60, contribuendo in modo decisivo ai successi nazionali e internazionali del club.
Carriera e successi
Jair arrivò all’Inter nel 1962, dopo un inizio di carriera con la Portuguesa. Con i nerazzurri disputò nove stagioni, collezionando 260 presenze e segnando 69 gol. Fu parte integrante della squadra che vinse quattro Scudetti (1962-63, 1964-65, 1965-66, 1970-71), due Coppe dei Campioni (1963-64, 1964-65) e due Coppe Intercontinentali (1964, 1965). Particolarmente memorabile fu la sua rete decisiva nella finale di Coppa dei Campioni del 1965 contro il Benfica, che regalò all’Inter la vittoria per 1-0.
Dopo una stagione in prestito alla Roma nel 1967-68, Jair tornò all’Inter, contribuendo alla conquista dello Scudetto nel 1970-71. Successivamente, giocò nel Santos accanto a Pelé, vincendo il Campionato Paulista nel 1973, e concluse la sua carriera nel 1976 con il Windsor Star in Canada.
Nazionale brasiliana
Nonostante il suo talento, Jair ebbe poche opportunità con la nazionale brasiliana a causa della presenza di Garrincha nel suo ruolo. Disputò una sola partita con la Seleção, un’amichevole contro il Galles nel 1962. Fu comunque convocato per i Mondiali del 1962 in Cile, dove il Brasile si laureò campione del mondo, permettendogli di fregiarsi del titolo, pur senza scendere in campo durante il torneo.
Eredità e ricordo
Jair da Costa è ricordato come una delle figure più iconiche della storia dell’Inter. La sua velocità, il dribbling fenomenale e la capacità di incidere nei momenti decisivi lo resero un idolo per i tifosi nerazzurri. Il club ha espresso il proprio cordoglio definendolo “una leggenda” e sottolineando il suo contributo fondamentale ai successi della “Grande Inter”.
Con la sua scomparsa, il mondo del calcio perde non solo un grande campione, ma anche un simbolo di un’epoca irripetibile. Il suo nome resterà per sempre legato ai trionfi nerazzurri e al calcio spettacolare degli anni ’60.
FOTO: Eurosport
