Tutte le parole di Beppe Marotta su Inter-Juventus a margine dell’assemblea di Lega Serie A: “Quello che avviene in Italia, avviene anche all’estero. È giunto il momento di confrontarsi, in modo ampio senza fare polemiche, magari inasprendo le pene, anche nei confronti di tutti, dei dirigenti e dei tesserati. Inasprire le pene anche pecuniarie, perché spesso si va oltre le righe, nel comportamento scorretto, nel comportamento verbale inaccettabile come è capitato in questi ultimi mesi. Bastoni ha fatto un gesto, ha tenuto un comportamento non consono ai principi di lealtà. Benissimo, ma va giustificato.
La repressione non fa parte del mio bagaglio. Certamente, lo puoi prevenire, ma la prevenzione la fai se c’è un confronto, ma questo manca. Va chiamata in causa anche l’Associazione Calciatori, perché noto anche una certa ignoranza regolamentare, nel conoscere gli aspetti regolamentari, che invece dovrebbero essere conosciuti da tutti. Le pesanti dichiarazioni di Roberto Saviano? C’è dispiacere come uomo, perché Roberto Saviano non so nemmeno chi sia, non mi conosce. Non so nemmeno che ruolo abbia. Sicuramente ha fatto delle dichiarazioni che saranno prese in considerazione dai nostri avvocati.
Chiellini? Certo che l’ho salutato, è il minimo, è stato mio giocatore. Dirigente giovane, inesperto, non mi permetto di dargli consigli, ma ci siamo confrontati. Quello che è successo sono dinamiche si verificano negli spogliatoi. Non sta a me valutare e fare un’analisi. Troppe polemiche quanto c’è l’Inter di mezzo? L’Inter è sempre stata la più vincente negli ultimi anni, quella che ha totalizzato più trofei e più punti in campionato. A proposito di simulazioni, voglio ricordare un piccolo episodio, risalente al 2021: palese simulazione di Cuadrado, che è stato mio giocatore, e Juve che si qualificò alla successiva Champions League, guadagnando 60-70 milioni di euro”.
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