Álvaro Morata si è raccontato nel podcast El camino de Mario di Mario Suárez, affrontando alcuni dei momenti più delicati della sua carriera, dall’approdo al Milan fino alle esperienze con Real Madrid e Atlético Madrid.
Parlando del suo arrivo in rossonero, l’attaccante oggi in forza al Como ha rivelato:
«Mi sono presentato alla mia presentazione con il Milan sotto l’effetto di farmaci, senza sapere bene cosa stessi facendo. Ovviamente, è un club enorme».
Il rapporto con l’Atlético Madrid
Morata ha poi espresso tutto il proprio rammarico per l’addio all’Atlético:
«Mi fa male essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente penso di essere partito per un senso di colpa».
Lo spagnolo ha spiegato come la sua carriera tra Real e Atlético lo abbia spesso posto al centro di critiche da entrambe le tifoserie:
«C’erano tifosi dell’Atletico che non mi accoglievano bene e tifosi del Real Madrid a cui sembrava dare fastidio che io fossi tifoso dell’Atleti. Non riescono a capire che questo è un lavoro».
Morata ha sottolineato di non provare alcun rancore verso il Real Madrid:
«Ho giocato nel Real Madrid perché mi si è presentata l’occasione e ne sono molto grato. Non provo odio né rancore verso nessuno».
«In Spagna ti considerano un traditore»
L’attaccante ha evidenziato anche una differenza culturale tra il calcio spagnolo e quello italiano:
«Credo che in Spagna non sia normale vedere un giocatore passare dal Real all’Atletico come invece in Italia è più normale vedere qualcuno giocare sia nel Milan sia nell’Inter».
E ha aggiunto:
«Le persone cambiano lavoro per soldi, motivazioni personali o perché non stanno bene. Noi invece veniamo considerati traditori».
L’ammirazione per Simeone e Koke
Morata ha infine spiegato perché considera l’Atlético una metafora della vita stessa:
«Mi piacerebbe che i miei figli tifassero Atletico perché credo che la vita sia la cosa più simile che esista all’Atleti».
Un pensiero che ha sviluppato parlando di Koke e di Diego Simeone:
«Quando vedo Koke, il Cholo e tutta questa gente che da anni rincorre una Champions League, e poi rivedo Koke in ritiro a ricominciare da capo… io non ce la farei. Mi costerebbe tantissimo».
Parole molto personali che mostrano un Morata particolarmente sincero, tra riflessioni sulla pressione vissuta negli anni, il rapporto con le tifoserie e il legame speciale che continua a mantenere con l’Atlético Madrid.
FOTO: AC Milan
