Le parole di Simone Pafundi nell’intervista esclusiva a Cronache di Spogliatoio.
Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate dal giocatore attualmente in forza al Losanna: “Ero sulla bocca di tutti, sono stato il giovane top. Poi dopo un po’ non lo sono stato più, ero diventato il più scarso. Mi sono chiesto chi fossi veramente e quanto valessi. In campo pero tutti questi dubbi mi passavano, ho imparato e secondo me è importante che gli altri giovani lo sappiano, a convivere con questa altalena dove un giorno vieni considerato un top e l’altro sei sul fondo.
Dopo l’esordio in nazionale ho sofferto a causa delle scelte di alcuni allenatori, che non mi hanno fatto toccare il campo. A causa delle scelte di qualcun altro non ho potuto dimostrare il mio valore, mentre tutti parlavano di me. Ho scelto volontariamente di andare al Losanna in Svizzera per fuggire dai radar, avevo bisogno di scappare dalle attenzioni morbose. Ora sto meglio e sono pronto a tornare in Serie A a gennaio.
Ho esordito in Nazionale a 16 anni, Mancini mi ha convocato inizialmente per uno stage, ma non pensavo mi convocasse tra i grandi. Stavo andando in pullman a Napoli, mi ha chiamato Corradi che era il mio CT in Under e mi ha detto: ‘Devi dirmi qualcosa?’ E io gli ho risposto: ‘No mister, perché?’ E lui: ‘Un uccellino mi ha detto che…’ Non ci potevo credere, sono impazzito. Ero molto teso quando sono arrivato in Nazionale, avevo tantissima pressione addosso, ma sono stati i 10 giorni più belli della mia vita. Mi hanno aiutato sia i veterani sia Gnonto, Scalvini e Miretti. Poi ho esordito contro l’Albania, è stato incredibile. Ho sofferto un po’ le pressioni che sono derivate da quella convocazione, ma adesso sono pronto”.
FOTO: Corriere della Sera
