Pep Guardiola non è mai banale: il fenomeno catalano ha rilasciato una lunga intervista a GQ Sports in cui ha parlato di fallimento, futuro, giovani e tanto altro. “Lo sport è questo: perdere più di quanto si vince. È impossibile vincere tutte le competizioni. Michael Jordan ha vinto sei anelli in quindici anni. Ha perso più di quanto ha vinto. Tiger Woods ha vinto quattordici Major, ma ne ha giocate più di cento. Io ho giocato sedici campionati, ne ho vinti tredici. Alcuni li ho persi. Ma non è andata male. Lo sport ti insegna che anche gli altri sono bravi. Anche loro si preparano, lavorano, lottano, hanno gente che li sostiene. Quest’anno? Se ci fossimo arresi, oggi saremmo dodicesimi. Ma non lo abbiamo fatto. Siamo andati male, sì, molto male. Ma ci siamo stati. Fino alla fine. E quel terzo posto ha un valore enorme”.
“Sono felice di avere fallito. Amo i falliti. In questa società in cui tutto deve essere perfetto, in cui devi postare su Instagram il piatto che mangi… “Oh, che bello, quanto sono bravo e contento!”. Ogni giorno dobbiamo dimostrare di essere felici. Beh, lo ammetto, io sono triste, fallisco e perdo. E allora? Dimmi uno che non lo fa. L’importante è provarci, dare tutto e farlo bene. In questo senso non mi sono arreso, ho sbagliato, abbiamo ottenuto risultati peggiori di quanto mi aspettassi, ma domani ci sarà un’altra occasione e ci riproverò. Il prossimo anno farò meglio. È questo che conta”. Guardiola si è lasciato andare ad un’intervista molto intima in cui ha toccato tanti temi delicati, tra cui quello del fallimento, visto al giorno d’oggi come un tabù da evitare.
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