Il mondo dello sport italiano piange la scomparsa di Alex Zanardi. La notizia è stata comunicata dalla famiglia: l’ex pilota di Formula 1 e simbolo del paralimpismo si è spento nella serata del 1° maggio, a pochi mesi dal suo 60° compleanno.
In una nota, i familiari hanno scritto:
«È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia tutti per la vicinanza e chiede rispetto per questo momento di lutto».
Una vita tra velocità e rinascita
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi si avvicinò giovanissimo al mondo dei motori. Dopo la gavetta nelle categorie minori, approdò in Formula 1 nel 1991 con la Jordan Grand Prix, correndo successivamente anche con la Team Lotus e la Williams F1 Team.
I risultati più importanti arrivarono però negli Stati Uniti, nel campionato CART, dove tra il 1996 e il 1998 conquistò due titoli diventando una vera icona oltreoceano.
L’incidente e la seconda vita
Il 15 settembre 2001 la sua carriera e la sua vita cambiarono radicalmente. Durante una gara al Lausitzring, un violentissimo incidente gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Dopo numerosi interventi e una lotta estrema tra la vita e la morte, Zanardi riuscì a sopravvivere.
Da quel momento iniziò una seconda vita straordinaria. Si dedicò al paraciclismo, diventando uno dei più grandi atleti paralimpici di sempre: quattro ori e due argenti tra Paralympic Games London 2012 e Paralympic Games Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali.
L’ultimo incidente e gli anni recenti
Nel 2020, durante una staffetta benefica in handbike sulle strade del senese, Zanardi fu coinvolto in un nuovo, gravissimo incidente. Dopo un lungo coma e un complesso percorso riabilitativo, era riuscito ancora una volta a tornare a casa nel 2021, continuando la sua battaglia con la determinazione che lo aveva sempre contraddistinto.
Un simbolo che va oltre lo sport
Alex Zanardi lascia un’eredità che va ben oltre i risultati sportivi. La sua storia è diventata un esempio universale di resilienza, coraggio e capacità di reinventarsi davanti alle difficoltà. Un campione nello sport, ma soprattutto nella vita.
FOTO: Il Fatto Quotidiano
