La UEFA sta valutando l’abolizione dei tempi supplementari nelle competizioni europee per club, come Champions League, Europa League e Conference League. Questa proposta mira a ridurre il carico di lavoro dei calciatori, considerando l’attuale densità del calendario calcistico. In caso di parità al termine dei 90 minuti regolamentari, le partite passerebbero direttamente ai calci di rigore. Tuttavia, al momento, si tratta solo di discussioni informali, e un cambiamento effettivo potrebbe richiedere tempo, soprattutto considerando l’attuale ciclo dei diritti televisivi valido fino al 2027.
L’abolizione dei tempi supplementari non rappresenterebbe una novità assoluta; infatti, a partire dal 2023, la Supercoppa Europea prevede il passaggio diretto ai rigori in caso di pareggio al termine dei tempi regolamentari.
Questa modifica potrebbe avere un impatto significativo su partite storiche che sono state decise durante i tempi supplementari, come l’iconico Italia-Germania 4-3 del 1970 o la finale di Champions League tra Real Madrid e Atlético Madrid nel 2014.
Alcuni sindacati dei giocatori sostengono che l’eliminazione dei tempi supplementari potrebbe contribuire a ridurre l’affaticamento e il rischio di infortuni tra i calciatori. Tuttavia, la UEFA dovrà considerare vari fattori, tra cui l’opinione dei club, dei giocatori e degli appassionati, prima di implementare una modifica così significativa.
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