Lasciate alle spalle le Olimpiadi, ci si rituffa nello sport “regolare”, quello in programma sempre e non solo ogni quattro/cinque anni. Nel prossimo weekend comincia, ad esempio, la terza grande corsa a tappe nel ciclismo: la Vuelta. Una corsa che negli ultimi anni, pur mantenendo la sua durezza come percorso, sta attraendo sempre più big, pronti a misurarsi tra di loro in vista del Mondiale di settembre.
Grande favorito di questa edizione, che va da Burgos a Santiago de Compostela, tanto per cambiare è Tadej Pogacar, che anche alle Olimpiadi ha dimostrato di avere una gran gamba, arrivando secondo nella corsa in linea dietro Carapaz. Lo sloveno non ha mai vinto la Vuelta a differenza del suo connazionale Primoz Roglic, trionfatore invece nel 2019 e nel 2020 e fresco oro olimpico a cronometro. Solo in tre hanno centrato la doppietta Tour-Vuelta: Hinault, Anquetil e Froome. L’ultima nel 2017, con l’inglese primo davanti a Nibali e Zakarin, ma sempre con distacchi minimi, che è un po’ la caratteristica principale delle classifiche generali della corsa spagnola.
Su Zonagioco.it si può scegliere il vincitore “tranne Pogacar”, questo per dire quanto è favorito, forse troppo. Quindi se dovesse trionfare il fenomeno della Uae si andrebbe a premiare il secondo. Ma non è affatto detto che lo sloveno debba per forza sbaragliare la concorrenza anche qua. A differenza del Tour, dove di fatto anestetizzò la corsa dominando nella prima settimana, la Vuelta non concede “andamento lento”. E poi di cronometro ce ne sono due, agli estremi, alla prima e all’ultima tappa, per 41.7 chilometri complessivi: non una distanza in grado di scavare distacchi abissali.
Il favorito a parte Pogacar è il solito Roglic, su Zonagioco.it: lo sloveno, però, potrebbe presentarsi con la pancia piena dopo l’oro olimpico e le due Vuelta vinte consecutivamente. Interessanti, invece, le quote di Bernal (6), campione del Giro di quest’anno, e di Carapaz (9). Quest’ultimo nel 2020 sfiorò la vittoria nella corsa spagnola e viene, appunto, dal trionfo olimpico. Lui e Bernal saranno le punte di diamante della Ineos, che complessivamente è la squadra più forte del lotto. Chi di recente ha dimostrato di saper andare forte è Mikel Landa, reduce dalla caduta che l’ha estromesso dal Giro d’Italia, ma che ha appena vinto la Vuelta a Burgos: è dato a 18 e può puntare quantomeno al podio.
