Molto attesa come sempre la prova olimpica di ciclismo su strada. Quest’anno poi il percorso è particolarmente duro, quindi anche le selezioni delle varie squadre sono state dettate dalle caratteristiche del terreno. Ecco dunque molti specialisti della montagna, oltre che delle classiche, che poi sono il tipo di corse da tenere sempre in considerazione in questi casi.
I due favoriti sono i due sloveni Pogacar e Roglic. Uno ha dominato il Tour de France, l’altro è uscito subito dalla Grande Boucle per via di una caduta. La domanda che ci si fa è: Pogacar proseguirà il suo momento d’oro? Se sì, Roglic il connazionale sarebbe disposto a fargli da gregario, o insomma a dargli una mano? Tutti e due poi vorranno tentare di vincere anche la prova a cronometro.
Conta più di tutto, naturalmente, la forma. Nel 2016, ad esempio, vinse il belga Van Avermaet, che era andato bene al Tour, vincendo una tappa e rimanendo persino in Maglia Gialla per tre giorni. Nel 2012, invece, sorpresona con Vinokourov all’ultimo acuto della carriera davanti a Uran e Kristoff, uno scalatore e un passista su un circuito semplice: quello era l’anno dell’Inghilterra al potere, con Bradley Wiggins e Chris Froome suo (all’epoca) scudiero. Nel 2008, infine, fu Samuel Sanchez a trionfare a Pechino dopo un Tour concluso al sesto posto davanti a Cancellara, anche lui molto positivo in Francia (Rebellin in realtà fu secondo, ma squalificato per doping).
Concentriamoci più che sulla vittoria sulla possibilità di arrivare tra i primi 3, con le quote su Zonagioco.it. E tra quelli andati bene al Tour che hanno chance, vedendo anche il percorso, oltre ai due sloveni c’è sicuramente Wout Van Aert (2.55), corridore per tutti i profili e per tutti i terreni. Per esperienza e forma da non sottovalutare nemmeno Valverde (6.60), capace di infilarsi nei pertugi di una corsa difficile e lunga, come un’Olimpiade o un Mondiale. La Spagna senza dubbio lavorerà il più possibile per lui. Un bel passistone buono per ogni situazione è anche l’olandese Mollema (9.40), che al Tour ha vinto una tappa. Gli italiani? Nibali, Moscon, Bettiol, Caruso: si fosse corso a giugno forse una chance l’avrebbero avuto, ma oggettivamente sarà dura.
